Oriana Fallaci: Stiamo diventando uno stato islamico?

Oriana_Fallaci

Oriana Fallaci

Le rivolte di popolo nei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo disegnano, in prospettiva, due scenari – uno per quegli stessi Paesi; l’altro per l’Europa – asimmetrici e persino paradossali. Scenario nei Paesi in questione: la caduta dei tiranni che li avevano governati a lungo, tenendone le popolazioni in uno stato di arretratezza culturale e politica, apre, forse, l’ipotesi di una loro stabilizzazione ad opera di giunte militari, parimenti illiberali. La speranza di un’evoluzione democratica, che l’Occidente deve in ogni modo favorire, non sembra al momento vicina. È possibile però che emerga una borghesia globalista, mercatista e utilitarista che inietti nella società civile, se non principi, almeno costumi sociali ed economici più vicini all’Occidente.

Scenario in Europa: l’arrivo di masse di profughi, in fuga da quei Paesi prima della loro stabilizzazione, minaccia di incrementarne il tasso di «islamizzazione». L’asimmetria, e il paradosso, dei due scenari è che, mentre alcuni Paesi islamici farebbero un passo avanti sulla strada della secolarizzazione e della modernizzazione, l’Europa ne farebbe uno indietro lungo quella di una sempre più difficile coesistenza fra due «civilizzazioni» incompatibili sul piano sociale e politico, oltre che su quello religioso.

È lo scenario – il «suicidio dell’Europa» – che Oriana Fallaci riteneva di avere intuito dopo l’attentato alle due Torri di New York. «Un’Europa che – già scriveva allora – non è più Europa, ma Eurabia». E che così descriveva: «In ciascuna delle nostre città esiste un’altra città… Una città straniera che parla la propria lingua e osserva i propri costumi, una città musulmana». «Un nemico inoltre che in nome dell’umanitarismo e dell’asilo politico accogliamo a migliaia per volta (…). E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans».

Pur denunciando «l’indulgenza della Chiesa Cattolica nei confronti dell’Islam (…) che anzi tutto mira alla distruzione del Cristianesimo», la Fallaci non voleva «promuovere una guerra di religione»; si limitava a chiedersi cosa ci fosse «di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà». La sua era, dunque, (solo) la denuncia di una «diversità» antropologica che minacciava di tradursi nella sconfitta della civilizzazione ebraico-cristiana e nell’estinzione della cultura politica più debole, perché più tollerante, quella liberaldemocratica.

È difficile dire – perché è troppo presto per dirlo – se l’infausta profezia di Oriana si realizzerà. Ma, escluso – come lei prevedeva – che «i musulmani accettino un dialogo con i cristiani, anzi con le altre religioni» (o con gli atei), è «sulle conseguenze sociali» delle diversità fra Islam e Cristianesimo che, come suggerisce saggiamente Papa Ratzinger, sarebbe, però, necessario aprire un dialogo con chi viene da noi. Per sapere se vuole davvero convivere in armonia con noi.Le rivolte di popolo nei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo disegnano, in prospettiva, due scenari – uno per quegli stessi Paesi; l’altro per l’Europa – asimmetrici e persino paradossali. Scenario nei Paesi in questione: la caduta dei tiranni che li avevano governati a lungo, tenendone le popolazioni in uno stato di arretratezza culturale e politica, apre, forse, l’ipotesi di una loro stabilizzazione ad opera di giunte militari, parimenti illiberali. La speranza di un’evoluzione democratica, che l’Occidente deve in ogni modo favorire, non sembra al momento vicina. È possibile però che emerga una borghesia globalista, mercatista e utilitarista che inietti nella società civile, se non principi, almeno costumi sociali ed economici più vicini all’Occidente.

Scenario in Europa: l’arrivo di masse di profughi, in fuga da quei Paesi prima della loro stabilizzazione, minaccia di incrementarne il tasso di «islamizzazione». L’asimmetria, e il paradosso, dei due scenari è che, mentre alcuni Paesi islamici farebbero un passo avanti sulla strada della secolarizzazione e della modernizzazione, l’Europa ne farebbe uno indietro lungo quella di una sempre più difficile coesistenza fra due «civilizzazioni» incompatibili sul piano sociale e politico, oltre che su quello religioso.

È lo scenario – il «suicidio dell’Europa» – che Oriana Fallaci riteneva di avere intuito dopo l’attentato alle due Torri di New York. «Un’Europa che – già scriveva allora – non è più Europa, ma Eurabia». E che così descriveva: «In ciascuna delle nostre città esiste un’altra città… Una città straniera che parla la propria lingua e osserva i propri costumi, una città musulmana». «Un nemico inoltre che in nome dell’umanitarismo e dell’asilo politico accogliamo a migliaia per volta (…). E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans».

Pur denunciando «l’indulgenza della Chiesa Cattolica nei confronti dell’Islam (…) che anzi tutto mira alla distruzione del Cristianesimo», la Fallaci non voleva «promuovere una guerra di religione»; si limitava a chiedersi cosa ci fosse «di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà». La sua era, dunque, (solo) la denuncia di una «diversità» antropologica che minacciava di tradursi nella sconfitta della civilizzazione ebraico-cristiana e nell’estinzione della cultura politica più debole, perché più tollerante, quella liberaldemocratica.

È difficile dire – perché è troppo presto per dirlo – se l’infausta profezia di Oriana si realizzerà. Ma, escluso – come lei prevedeva – che «i musulmani accettino un dialogo con i cristiani, anzi con le altre religioni» (o con gli atei), è «sulle conseguenze sociali» delle diversità fra Islam e Cristianesimo che, come suggerisce saggiamente Papa Ratzinger, sarebbe, però, necessario aprire un dialogo con chi viene da noi. Per sapere se vuole davvero convivere in armonia con noi.

Oriana_minaccia_islam

Islam. la tenia insidiosa nel tessuto sano Occidentale

Isis? Sono già fra noi, pronti alla strage. Colpiamo per primi…

corso_per_aspiranti_stragisti

corso per aspiranti stragisti

Cellule dormienti dell’Isis sono presenti in Inghilterra e in altri paesi dell’Europa e al momento opportuno usciranno allo scoperto per scatenare la guerra contro gli “infedeli”.
Lo afferma Dimitri Bontinck, soldato decorato, conosciuto come “il cacciatore di jihadisti”, per aver salvato diversi giovani immischiati con gruppi estremisti in Siria e Iraq. Il militare ha per altro appena riportato a casa dalla Siria il suo stesso figlio adolescente che ora dovrà affrontare un processo penale per terrorismo.

Cristiani_perseguitati

l’Isis vuole eliminare i Cristiani!

Il segretario di Stato britannico Theresa May e un alto esponente della polizia del Regno Unito ritengono “inevitabile” un attentato in stile Isis in Gran Bretagna: potrebbe essere una decapitazione o un attacco con bombe. «Il pericolo principale con è costituito dai ragazzi coinvolti nella guerra – spiega Bontinck al Mailonline – ma i capi, che non vengono mai mostrati nei video della propaganda. Essi godono del sostegno economico di finanziatori che hanno base in Europa. Si stanno preparando a colpire l’occidente al momento opportuno utilizzando cellule dormenti».
Bontinck, cittadino belga che vive ad Anversa, ha completato sette missioni in Siria per salvare suo figlio, Jejoen, 19 anni, insieme ad altri giovani nella stessa posizione. Suo figlio, nato cattolico, si era convertito a 15 anni all’islam più radicale, dopo aver conosciuto una ragazza musulmana. Arruolato da un gruppo estremista dichiarato fuorilegge in Belgio, era riuscito a raggiungere la Siria per combattere a fianco dei jihadisti dello Stato islamico. Il cacciatore di jihadisti durante le sue missioni è riuscito a entrare in contatto con gruppi estremisti come Jabhat Al Nusra, un ramo di Al Qaeda, e con fazioni nell’orbita Isis.

«Usa e Gran Bretagna non stanno facendo abbastanza per combattere i sudditi delll’Isis che vivono nei loro paesi – ha poi spiegato Bontinck – troppi agenti dei servizi segreti si sono lasciati sfuggire l’opportunità di salvare ostaggi. La Francia si sta impegnando per riportare a casa giovani connazionali dalla Siria, mentre Usa e Gran Bretagna potrebbero fare molto di più. Tutti devono mettere in campo le risorse di cui dispongono per chiudere i siti jihadisti e per controllare i giovani che arrivano in Turchia per poi sconfinare in Siria. Piccole cose che possono fare molto, almeno all’inizio di questa guerra».

Se queste notizie sono già ampiamente di pubblico dominio, qualche responsabilità e collusione con i nostri politici e con chi è preposto alla nostra sicurezza è evidente. Aspettiamoci dunque che qualche infame stragista compia qualche azione clamorosa. Succederà certamente. Allora vedremo lo scaricabarile delle responsabilità tra Forze dell’Ordine, ministri, e partiti. Ma non aspettatevi colpevoli. Chi dovrebbe garantire la nostra sicurezza è troppo impegnato a depredare le pubbliche finanze. Forse è arrivata l’ora di avere a disposizione il necessario  per difendersi. un arma da fuoco in ogni famiglia. Non aspettiamo che questi criminali (che entrano a migliaia clandestinamente nel nostro Paese) mettano in atto i loro sinistri propositi. Siamo al “si salvi chi può” ed allora abbiamo il diritto ed il dovere di proteggerci. Colpiamo senza pietà chi vuole stravolgere le nostre la nostra vita. Chi attenta alla nostra libertà di vivere come esseri umani. Chi ci odia perché cattolici, ebrei, atei e comunque infedeli. Chi vuole mantenere il mondo nell’ignoranza, fertile terreno per la loro bestiale e folle ideologia. Chi tratta le donne peggio che schiave, esseri inferiori da stuprare, uccidere e vendere al mercato. Armiamoci, meglio la prigione alla morte o alla sottomissione. Controlliamo scrupolosamente i centri di aggregazione dei musulmani, moschee comprese. Obblighiamo questi sgraditi ospiti.a fare i sermoni in italiano nei luoghi di culto e presentarli preventivamente alla censura. Obblighiamo lo Stato ad eseguire immediatamente le misure d’espulsione dei clandestini e degli stranieri che delinquono. Non crediate che queste siano misure troppo repressive: nel resto dell’Europa e nei paesi occidentali le misure preventive sono molto più severe e per questo più efficaci. Gli amici di chi delinque sono i nostri peggiori nemici. La folle politica dell’ingresso indiscriminato dei clandestini ci sta portando alla rovina. Fermiamo chi ci impedisce di vivere nella pace e nella sicurezza. A tutti i costi, Fabrizio.

autodifesa

Dobbiamo prepararci a difenderci dalle bestie dell’islam.

Donne soldato, terrore dei “guerrieri” Isis

donne soldato

eroiche soldatesse combattenti.

Il «Califfato dell’Orrore» teme le donne-soldato del Kurdistan iracheno. Le Peshmerga. Gli  jihadisti dello Stato Islamico fuggono quando le vedono», dice Maurizio Molinari, corrispondente del quotidiano «La Stampa» dal Medioriente. «Sono le testimonianze delle stesse donne in servizio nel Nord dell’Iraq — sottolinea il giornalista — a farci sapere questa notizia».
Stranezze di una “guerra santa”. Perché i sanguinari miliziani dell’Isis arretrano dinanzi alle soldatesse?
«Una possibile spiegazione può venire dai sermoni salafiti di quegli Imam che ammoniscono i jihadisti a non farsi uccidere da donne perché rischierebbero di non trovare le ambite 72 vergini una volta raggiunto il Paradiso. I Paesi occidentali che sostengono le forze curde e irachene contro Isis stanno esaminando tale dinamica nel tentativo di sfruttare quello che potrebbe essere un elemento di vulnerabilità dei miliziani jihadisti, finora conosciuti soprattutto per atti di violenza efferata».
Nel Medioriente islamico, i battaglioni al femminile dei peshmerga rappresentano un’eccezione?
«Non proprio, anche lo Stato Islamico di Abu Bakr al Baghdadi ha unità militari femminili. Le usa in particolare come polizia militare per sorvegliare i bordelli di ragazze yazidi, creati per appagare le necessità dei volontari della jihad. Sono modi assai diversi di adoperare le reclute femminili. Riguardo a Isis, la presenza di volontarie jihadiste donne è una novità rispetto ad Al Qaeda. Da quanto sappiamo finora dipende in gran parte da volontari e convertiti in arrivo da Paesi occidentali. Ad esempio, la polizia che gestisce i bordelli è guidata da jihadiste britanniche».

Isis, strage di omosessuali, nella totale indifferenza delle associazioni gay italiane.

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omosessuali uccisi da Isis

Gettati già dal tetto, lapidati a morte e crocifissi: l’Isis ha diffuso le immagini di una serie di esecuzioni nei confronti di omosessuali, adulteri e ladri, probabilmente nella provincia irachena di Al-furat.
Le foto mostrano due uomini omosessuali buttati da una torre, una donna accusata di adulterio che viene lapidata e due ladri accusati di banditismo legati a croci di metallo e poi fucilati di fronte alla folla. Vicino a loro, in piedi, c’è sempre la figura di Abu Omar al-Ansari, un anziano guerrigliero dell’Isis, vestito di nero con una folta barba bianca: assiste all’esecuzione dei ladri crocifissi e legge alla donna adultera i suoi crimini prima della lapidazione.
Un uomo incappucciato con una radio in mano elenca i crimini di cui si sono macchiate le persone che vengono condannate a morte in base all’interpretazione della legge della Sharia, perché tutti possano ascoltare.

gay_isis

Gay uccisi dall’Isis

Una nuova serie di violenze divulgate dall’Isis per intimidire gli oppositori e mostrare all’Occidente ciò di cui lo Stato Islamico è capace. Sarebbero avvenute nella provincia irachena di Al-furat. Mentre continuano le spedizioni punitive contro gay le associazioni italiane ed Europee degli omosessuali e lesbiche non hanno pronunciato nessuna condanna su questi fatti. Forse sono tutti presi nei preparativi del prossimo gay pride. Vergognatevi!

gay pride

omosessuali al gay pride

il Presidente della Camera di Commercio, Roberto Helg, ladro e ipocrita.

Certo che non c’è fine alla vergogna di politici che rubano, che si fanno comprare da mazzette, che si fanno complici del malaffare e delle varie mafie nostrane. Ma quando un paladino della lotta al “racket”, promotore degli sportelli della legalità ( dove si poteveno denunciare la richiesta del pizzo) viene filmato e registrato durante l’incasso d’una tangente possiamo ben dire di avere toccato il fondo. Un moto di rabbia e di disperazione ci invade e ci soffoca. Sembra quasi che ormai la corruzzione non solo sia dilagante, ma sia passivamente accettata quasi fosse una malattia grave ma cronica del Belpaese. Sino a quando questo governo di ladri e malfattori non darà segnali univoci forti e severi nella lotta alla corruzzione, episodi come questo si ripeteranno e ci troveranno completamente apatici ed assuefatti. La classe politica è completamente scollata dalla gente comune, sembra siano tornati i tempi del vassallaggio, dove i signori del feudo, potevano depredare il popolino con gabelle, balzelli e soprusi. Anche le persone più miti vorrebbero gli amministratori del bene pubblico appesi a grappoli sugli alberi per il collo. E potrebbe succedere…
Leggete quindi questa notizia:

Il Ladro: Roberto Helg

Il Ladro: Roberto Helg

Palermo, 3 mar. – Arrestato nel suo ufficio subito dopo aver intascato la prima tranche di una tangente da 100.000 euro il presidente della Camera di Commercio, Roberto Helg, e’ crollato davanti ai Pm che gli facevano sentire la registrazione delle sue richieste all’imprenditore che lo ha denunciato. E ha ammesso tutto: “Ne avevo bisogno. Ho la casa pignorata”, ha detto ai magistrati.
L’arresto scuote Palermo, dove Helg e’ notissimo non solo come dirigente di Confcommercio da decenni, ma anche come paladino della “legalita’” e dell'”antiracket”: e’ stato arrestato dagli stessi carabinieri ai quali indirizzava comunicati di plauso e ringraziamento quando ammanettavano mafiosi accusati di imporre il ‘pizzo’.
Helg, imprenditore di articoli da regalo in attivita’ a Palermo fin dal 1954 era presidente della Camera di Commercio dal 15 maggio del 2006 e il mandato gli era stato rinnovato piu’ volte: avrebbe dovuto rimanere in carica fino al 2016.
Proprio in virtu’ di questa posizione, sedeva anche nel cda della Gesap, la societa’ di gestione dell’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, con il ruolo di vicepresidente. In questa veste, ha chiesto 100.000 euro a un ristoratore in cambio del rinnovo della concessione di uno spazio nell’aerostazione. L’imprenditore lo ha denunciato e al momento dell’arresto, Helg aveva un assegno da 50.000 euro e altri 30.000 in contante, appena consegnatigli dalla vittima.
La presidenza dell’ente camerale e la vicepresidenza della Gesap non erano le uniche cariche occupate da Helg, che ricopriva incarichi diversi, tra l’altro e’ stato console onorario della Slovenia, e che negli ultimi anni ha sposato la causa dell’antimafia, sponsorizzando varie iniziative e creando alla Camera di commercio uno “sportello per la legalita’”.
Tutti gli organismi di cui e’ stato dirigente, a cominciare da Confcommercio e dalla Camera di commercio, si sono affrettati a disconoscerlo, con espulsioni e annunci di costituzione di parte civile contro di lui. Cosi’ pure la Gesap, il cui presidente Fabio Giambrone, in una conferenza stampa convocata ad horas, ha assicurato: “Terminato il consiglio di amministrazione, la copia del verbale di oggi sara’ consegnata all’autorita’ giudiziaria affinche’ possa essere a conoscenza di tutti i passaggi di questa brutta vicenda che ci ha messo in una fortissima esposizione. Siamo a disposizione delle autorita’ giudiziarie per dare il nostro contributo e aiuto alle forze dell’ordine per accertare la verita’”

Italiani, destinati all’estinzione? Diverremo un Califfato?

Immigrati in Italia, nel 2065 saranno sopra 25% -Rondini: ci estingueremo!

stranieri in Italia

Italiani???

Pubblicato il Dossier sull’immigrazione, curato dal centro studi Idos per conto dell’Unar. I dati sono inquietanti, ma si riferiscono ai regolari, gli unici censibili
Siamo destinati all’estinzione. E’ questa la convinzione di Marco Rondini, deputato della Lega Nord a commento dei dati emersi dal Dossier sull’immigrazione, curato dal centro studi Idos per conto dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio) «Contrariamente a quanto predicano buonisti e filoimmigrazionisti per convenienza, capeggiati dal ministro dell’invasione Alfano, i demografi sostengono quanto la Lega denuncia da tempo: siamo destinati all’estinzione. Nel 2065 gli stranieri in Italia saranno il 25%».
I dati sono senza dubbio allarmanti e l’emergenza che il Paese sta vivendo con i continui sbarchi è, come sottolinea Rondini, insostenibile anche da un punto di vista economico «anche se ciò non scoraggia il folle progetto di Alfano e Renzi. Continuano a sostenere Mare Nostrum, l’operazione che traghetta clandestini dall’Africa all’Italia e a mantenere enti inutili come l’Unar, l’organizzazione che paghiamo per fornirci dati che chi gira per le strade conosce perfettamente. Le proporzioni di questa invasione stanno già minando la coesione sociale che si basa su comuni radici etno-culturali».
Le cifre parlano chiaro: sono ormai 5.364.000 gli immigrati presenti in modo regolare sul territorio italiano all’inizio del 2014 e l’incidenza dei residenti stranieri sulla popolazione totale ha raggiunto l’8,1%: in 27 province supera addirittura il 10%, con punte massime in alcuni piccoli comuni, tra i quali spicca Baranzate in provincia di Milano (31%). Un quarto della popolazione straniera risiede in quattro province (Roma, Milano, Torino e Brescia). Gli stranieri residenti in Lombardia (oltre 1 milione) rappresentano il 22,9 per cento del totale nazionale. Attualmente a far crescere la popolazione immigrata sono soprattutto gli ingressi per ricongiungimento familiare (76.164) e le nuove nascite (77.705 a fronte di 5.870 decessi). E sono state 130 mila le persone sbarcate in Italia nei primi 9 mesi del 2014. Le persone presenti nei centri di accoglienza a fine settembre 2014 sono 61mila e il dossier sottolinea inoltre che sono ancora pochissimi i ritorni assistiti, se ne contano solo poche centinaia di casi, a causa della scarsa disponibilità di fondi.
E aumentano anche le denunce contro gli stranieri con un incremento del 29,6%, ma si parla di denunce contro autori noti , le uniche prese in considerazione, in quanto consentono un’analisi per cittadinanza, anche se sono un quarto di quelle totali. E dalle contraffazioni alle lesioni dolose, ogni comunità ha i suoi reati. Ma questo è un altro capitolo.

Le Bestie di maometto, gli aborti di allah!

il profeta pederasta

il profeta pederasta

Cosa dobbiamo ancora aspettarci da queste bestie assetate di sangue che nel nome di un “dio” spietato ammazzano senza pietà nel cuore della nostra vecchia Europa? Vogliamo dar retta agli amichetti di sinistra di questi vili assassini e riempire le città di potenziali assassini e commandos superarmati.. Ogni barcone di “profughi” provenienti da Africa e Medio Oriente ospita numerosi adepti alla setta dei fanatici del pedoprofeta. Idioti pronti ad immolarsi nel nome di allah portandosi dietro innocenti cittadini di Paesi che hanno avuto la sventura di accoglierli. Basta. Blocchiamoli nei paesi d’origine, dove con tutta tranquillità potranno distruggersi tra loro in guerre senza fine. Non li vogliamo, non ne sentiamo il bisogno. Sono capaci di rendere i Paesi che li ospitano delle fogne uguali dove sono cresciuti. Guardate Israele. In un ventennio ha reso il deserto un giardino. Hanno irrigato intere zone desertiche, costruito città nella roccia, mentre da duemila anni queste bestie vivono nelle capanne. Soffrono d’un malcelato senso d’inferiorità nei confronti degli occidentali che li rode l’animo. E allora meglio distruggere chi li fa sentire dei minorati. L’oppio che rende la loro vita accettabile e la follia religiosa. La satira li rende folli di rabbia…accontentiamoli visto che ci sono simpatici.

moralità islamica

Il Corano farcito

Il Corano farcito

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Volontarie per l’inferno…

italiane rapite

volontarie italiane rapite

Troppe persone impegnate nel portare aiuto in zone del mondo troppo pericolose con organizzazioni e Onlus fuori da ogni controllo. Gente che mossa dai più buoni sentimenti pensa di alleviare le pene di profughi e popolazioni abbattute da continue guerre e massacri senza fine. E che rischiano la vita per l’odio profondo che i fanatici musulmani nutrono per ogni occidentale. Anche per chi tende loro una mano e sacrifica la propria gioventù per curare i loro feriti, allestire campi profughi e distribuire medicinali. Il nostro stesso governo e la Farnesina dovrebbero vietare a chiunque di andare senza protezione militare in posti così terribili. Mi viene da dire che forse non vale la pena tendere la mano a chi appena può ti taglia la gola come un animale.
Immagini drammatiche, ma che danno un filo di speranza: un video pubblicato su YouTube mostra le due volontarie italiane, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite in Siria il 31 luglio scorso. Il video sarebbe stato girato il 17 dicembre. La Farnesina è al lavoro per verificare l’attendibilità del filmato. Ma il padre di una ragazza sembra confermare. «Abbiamo visto quelle immagini, le prime immagini di Vanessa e Greta da mesi, sembra stiano abbastanza bene anche se in una condizione difficile», dice Salvatore Marzullo, padre di Vanessa. E aggiunge: «Non ci sono molte parole da dire per ora, se non che siamo contenti di averle potute vedere e che stanno abbastanza bene».
23 SECONDI DI APPELLO VIDEO
«Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo», dice in inglese con un forte accento italiano e tenendo gli occhi bassi, la prima delle ragazze. «Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise», prosegue con tono provato. «Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite», conclude senza mai guardare la telecamera mentre l’altra giovane italiana la fissa per pochi secondi. Rispetto alle fotografie circolate sul web prima del rapimento, le ragazze appaiono molto dimagrite e dai tratti particolarmente tirati.
Come accennato, il video sembra autentico, anche se nulla lo conferma per il momento: le immagini mostrano le due ragazze con indosso una tunica nera lunga che copre loro il corpo e i capelli, ma lascia libero il volto. A parlare è una solo di loro, presumibilmente Greta Ramelli, mentre l’altra, Vanessa Marzullo, tiene in mano un cartello dove si legge la data di mercoledì 17 dicembre 2014. Ma anche in questo caso nulla conferma la veridicità della data, in mancanza di elementi esterni temporali come la presenza di un quotidiano.
Vanessa e Greta sono due ragazze così, tutto cuore e volontariato, generosità e ingenuità. Si erano conosciute durante alcuni convegni e manifestazioni di solidarietà per la Siria e avevano deciso di fondare una piccola Onlus, «Progetto Horryaty», per portare medicinali e conforto alle migliaia di disperati della guerra «dimenticata». Più riservata Vanessa Marzullo, nata a Potenza 22 anni fa ma residente con la famiglia da anni a Brembate, Bergamo; solare ed espansiva Greta Ramelli, di Besozzo, Varese. Amiche per la pelle, decise ad aiutare il prossimo. Perché a vent’anni è giusto essere idealisti e talvolta, certe imprudenze, come quella di trovarsi ad Aleppo senza avvisare nessun organismo ufficiale italiano, fanno parte di una vocazione. Oppure sono una scelta dissennata, penso a tutta la gente che le sapeva operare in quei luoghi di morte: genitori, amici, “colleghi”. Hanno certamente molte responsabilità e hanno dimostrato una intollerabile leggerezza. Non si lasciano andare in luoghi come quelli, delle ragazze, senza molta esperienza e sopratutto senza protezione. E adesso strappiamoci pure le vesti!

Islam: La religione dell’intolleranza contraria all’integrazione con gli infedeli.

Schiave cristiane

Schiave cristiane

La shariah, il diritto musulmano divide i viventi secondo categorie religiose che permangono anche dopo la morte. Innazitutto esiste la divisione tra le

-Terre d’islam (dar al-islam) e le
-Terre di Guerra (dar al-harb) o Terre di miscredenti (dar al-kufr).

Nelle Terre d’islam, la divisione è tra
-musulmani
-gente del libro (cristiani ,ebrei, zorosatriani,sabatei induisti) (kafir)=miscredenti, ma con un libro-rivelazione(ahl al-kitab)
-politeisti (kafir) (mushrik)
-apostati. (murtad)

Ciò deriva dal fatto che nel 622 Maometto così aveva organizzato la città di Medina.

Corano 49,10- i credenti musulmani sono fratelli-appartengono alla UMMA
Corano 3,110 che è la migliore comunità per gli uomini.

Ciò significa secondo l’Islam che i musulmani formano una comunità-popolo eletto.
Come Ebrei e cristiani.

La guerra e l’Islam

Le terre della guerra (Dar al Harb), sono quelle ancora governate dagli infedeli.
Le Terre d’Islam sono quelle sottoposte al potere islamico, siano esse abitate da tutti musulmani o no.
Le altre terre oggi sono terre di miscredenza,ma un giorno saranno musulmane.

Quali rapporti tra i due emisferi?

Prima dell’Egira , Maometto predicava di non ricorrere mai alla guerra anche in caso di aggressione. (Corano16,127-13,22) Dopo l’Egira, a Medina, nella Umma, i musulmani vennero autorizzati a combattere gli aggressori. (Corano 2,190.216-8,61-22,39) Alla fine fu loro permesso di intraprendere la guerra. (Corano 9,3)

In caso di trattato-armistizio senza limiti di tempo essi possono mettere fine alla guerra.
Se l’armistizio è limitato,la guerra non puo’ essere ripresa se non alla fine dell’armistizio.Secondo la shariah non si può’ fare l’armistizio se si è superiori in forze.(Corano 47,35).Ma se si vuole non è proibito usare il dialogo e anche la dolcezza. Nel 1058 Il capo di stato aveva il dovere di combattere coloro che invitati a sottomettersi all’Islam si erano rifiutati.

Il valore della guerra domina il Corano, che però vieta lo spargimento del sangue di un altro musulmano. La guerra (harb) è lecita soltanto per espandere l’Islam. E’ dovere del buon musulmano partecipare alla guerra santa (jihad) per ricondurre le terre della guerra sotto il governo dei musulmani.

Il diffondersi del radicalismo islamico ha finito per far attribuire al termine jihad un unico e sinistro significato, mentre nella cangiante realtà islamica il termine jihad può assumere tre significati diversi: 1) quello della guerra contro gli infedeli; 2) quello di scontro o polemica verso i musulmani tiepidi oppure traviati dalle mode occidentali; 3) quello di lotta o sforzo personale per adempiere al meglio i precetti coranici, nonostante le difficoltà materiali e ambientali.

La guerra offensiva è legittima per i musulmani quando è intesa a estendere i diritti di Allah , la superiorità della religione islamica sulle altre.I Musulmani sentono di avere la missione di sottomettere ad Allah tutti i popoli, bon grè , mal grè.

Il governo dei musulmani fa capo al califfo , monarca assoluto rappresentante di Dio sulla terra, cui sono sottoposti tutti i musulmani, indipendentemente dalla nazionalità.(Il califfato è stato abolito in Turchia da Ataturk nel 1924, dopo la caduta dell’Impero Ottomano. Da allora L’Islam è privo di una guida e ogni deriva è possibile. ). L’idea del proselitismo pacifico è estranea all’Islam, che infatti non ha missionari così come li conosce il cristianesimo.

La conversione avviene con la spada, nel senso che le popolazioni sottomesse tendono a convertirsi soprattutto per sfuggire all’inferiorità giuridica e materiale in cui vengono a trovarsi nello Stato islamico.
Si spiega così perché venga detta “santa” la guerra di conquista: essa è lo strumento del proselitismo islamico.Questa distinzione in base alla fede tra i cittadini del medesimo stato islamico perdurò sino al XIX secolo, poi cedette il passo a una concezione più vicina a quella occidentale.

Nel 1839 l’impero ottomano riconobbe l’uguaglianza dei propri cittadini in tutti i campi, meno quello militare. Le concezioni parlamentari, più tardi, minarono la supremazia esclusiva della legge coranica. Nelle loro grandi linee, tuttavia, le strutture dello stato islamico erano rimaste in vita per circa un millennio e oggi rivivono in un numero crescente di stati. L’uguaglianza laica tra i cittadini viene sempre più spesso sostituita da una legislazione che traccia una linea di separazione tra credenti e non credenti: negli Stati dove è stato ripristinato il diritto penale islamico, ad esempio, il non musulmano non può testimoniare in un processo contro un musulmano.

L’emigrazione dalle “terre di Islam”.

Ogni musulmano che vive in terre di miscredenza è chiamato dal Corano a tornare nella terra d’Islam, appena possibile .(Corano 4,97) a meno di poter vivere in quelle terre da vero musulmano, o di essere gravemente malato, paralizzato,febbricitante. Ma dicono i giuristi, è sempre meglio tornare per aumentare il numero di coloro che combattono lo sforzo contro la miscredenza.

In ogni caso rimane il dovere di rientrare fino al giorno della resurrezione.
Se un musulmano che si trova fuori dalle terre d’Islam domanda un aiuto in nome della religione,la comunità musulamana deve soccorrerlo,fatto salvo quando si tratta di combattere un popolo con il quale la comunità musulmana ha concluso una alleanza. (Corano 8,72).

Lo statuto delle religioni nelle terre d’Islam.

Un detto di Maometto dice : Due religioni non devono coesistere nella penisola Araba.
Oggi solo Nell’Arabia Saudita non sono permesse altre religioni. Alcuni stati tollerano ebrei e cristiani (Egitto,Siria, Libano,Iraq,Pakistan,etc) altri non li tollerano.

Siamo noi Italiani i veri “discriminati”

zingaro ladro

zingaro ladro

Non abbiamo ancora capito che tanti zingari vengono in Italia dalla Romania, dalla Bosnia e dalla Serbia per rubare e delinquere, perché sanno che qui da noi abbiamo leggi troppo tolleranti? In Italia, però, ci sono tanti episodi di “razzismo alla rovescia”, in cui gli italiani sono discriminati e costretti a subire i reati commessi dagli stranieri, che poi restano sempre impuniti. Perché non si occupa mai di questi casi? E poi, in merito alla condanna a morte di Asia Bibi in Pakistan, il nostro Governo per ritorsione dovrebbe confiscare tutti i beni dei cittadini pakistani musulmani in Italia e poi espellerli dal Paese. Siamo stufi di vedere i cristiani perseguitati e uccisi nei Paesi musulmani, mentre qui da noi loro hanno il diritto di fare tutto ciò che vogliono e restano sempre impuniti. Lorenzo C.
Persino una regione che sino ad ora aveva attentamente monitorato l’ingresso indiscriminato di clandestini (Trentino Alto Adige) si ritrova con gli immigrati clandestini che occupano abusivamente case da assegnare alle famiglie povere italiane.
Immigrazione, Fugatti: italiani discriminati su assegnazione alloggi.
“È inaccettabile la discriminazione messa in atto nei confronti del popolo trentino a favore degli immigrati in arrivo nel nostro territorio”. Lo ha detto il segretario della Lega Nord Trentino, Maurizio Fugatti, protestando contro l’assegnazione di alloggi pubblici e strutture agli immigrati davanti all’ostello dell’Opera Universitaria a Trento. “In un momento di grave crisi per le nostre famiglie e per le aziende, in cui molti cittadini fanno richiesta di un alloggio pubblico, scoprire che alcuni immobili sono già occupati dagli immigrati è una vergogna inammissibile. Le poche risorse rimaste a disposizione devono servire per aiutare le nostre famiglie e ridare impulso alla nostra economia. E non a privilegiare chi arriva illegalmente nel nostro paese”. .
Dopo l’agressione del conducente dei mezzi pubblici a Treviso la gente ed in primis FN parla chiaro: “Fuori gli immigrati dall’Italia, tutti e subito. Tutte le risorse spese per sostenerli, sussidi, alloggi distribuirli ai nostri fratelli italiani in difficoltà”. Pensate a quanti soldi rientrerebbero nel portafoglio pubblico: risparmio sulle spese giudiziarie e amministrative. Il mantenimento di centinaia di migliaia di detenuti a spese dei contribuenti italiani, lo smantellamento della criminalità africana e dell’est che vive e lucra sulla prostituzione, lo spaccio, la rapina etc. Lo smantellamento dei campi nomadi clandestini e autorizzati, ricettacolo di ladri, scippatori, ubriaconi e violenti. Senza considerare i danni che causano con le scorribande in cerca di rame, ritardi nelle corse ferroviarie, costi di manutenzione. Poi i gruppi di Rom che bighellonano nei centri storici di città d’arte come Roma, Firenze, Pisa ubriacandosi e usando fontane per lavarsi e ogni angolo come cesso pubblico. Questo è lo sfascio che vedono i numerosi turisti in cerca di sole e pace, questo è lo spettacolo indecente che i nostri amministratori di città e comuni offrono a chi spende i propri soldi per visitare uno dei Paesi più belli al mondo!. Venite a Torino a vedere cosa è diventata la città del Valentino e delle eleganti Piazze. Interi quartieri controllati da negri e nordafricani, la Bentegodi di spacciatori e ricettatori, Porta Palazzo sino a Barriera di Milano é terra di nessuno. I negozi aperti sono i market africani, cinesi che vendono alimentari tenuti su sacchi appoggiati al pavimento, negozi che vendono birra a metà prezzo rispetto ai negozi italiani (perchè costretti a pagare tasse e IVA)- Marocchini e magebini hanno comprato la quasi totalità dei banchi del mercato all’aperto più grande d’Europa -Porta Pila- detto alla piemontese. Fra i banchi donne col chador vendono, appoggiati sull’asfalto, pani grandi come pizze fatti in casa senza confezione o etichetta. Naturalmente assolutamente senza scontrino. Poco più avanti dei solerti vigili urbani multano implacabili un banco di prodotti per la casa gestito da un italiano perchè non aveva esposto la licenza di vendità. Pietà!!! Fate un giro per le circoscrizioni torinesi, nelle sedi degli assistenti sociali. Marocchine con tre o quattro figli che chiedono e ottengono sussidi, posti negli asili e nelle scuole (a volte preclusi agli italiani indigenti) vengono dati con priorità manco fossero delle divinità. Pretendono tutto e con arroganza e prepotenza e spesso lo ottengono. Naturalmente , vedi lo scandalo romano, con la connivenza di politici corrotti e con la faccia come il culo. Basta. Riprendiamoci la nostra dignità, la nazione che con tanti sacrifici e lotte ci siamo costruiti, non possiamo farla distruggere da parassiti che non amano la propria terra, non hanno una patria dove voler costruire un futuro. Sciamano dai loro paesi come cavallette che distruggono tutto il possibile per migrare poi verso altre terre dove fare bottino. Non c’è uno stato nel nord Africa che abbia una democrazia stabile. Dopo le rivoluzioni dello scorso anno, dove si sperava che liberati dalla dittatura prendessero la via delle riforme e della democrazia si sono votati al fanatismo religioso, devastando città, massacrando civili etc. E noi dobbiamo accoglierli a braccia aperte, aspettando che ci trasformino in un altro califfato islamico? Via, subito. Prima o poi la gente si stancherà e si farà giustizia da sola. Butterà a mare i politici corrotti che ci hanno messo in questo casino e poi si regoleranno tutte le altre “pendenze”.

La Cina ci ROVINA!

attività cinesi

attività cinesi

Il New York Times pubblica in prima pagina un lungo articolo sulla comunità cinese di Prato sottolineando che si tratta della più grande concentrazione di cinesi in Europa e notando che la sua intensa produzione di articoli di vestiario ha offuscato la distinzione tra Made in Italy e Made in China.

Gli immigrati cinesi hanno trasformato il centro tessile di Prato «in una capitale della produzione di vestiario a basso prezzo: arricchendo molte persone, diffondendo risentimenti e facendo scattare una serie di interventi delle autorità che hanno a loro volta provocato proteste». Il giornale nota che è diventato anche un problema per il marchio Made in Italy.

«Favoriti dalla debolezza delle istituzioni italiane e dall’alta tolleranza per l’aggiramento delle norme – scrive il New York Times in un articolo da Prato – i cinesi hanno offuscato il confine tra Made in China e Made in Italy, danneggiando la capacità dell’Italia di puntare sul mercato di alta qualità».

povera Italia

povera Italia

Ho sposato un marocchino… Tre storie d’ordinario maschilismo.

ho sposato un musukmano

ho sposato un musukmano

Marito marocchino massacra la moglie che si rifiuta d’avere un rapporto sessuale
Una donna è stata picchiata dal marito per avere rifiutato un rapporto sessuale. E’ successo in via Gola nel pomeriggio di martedì 2 dicembre, verso le sette e mezza. La vittima, una donna italiana di 45 anni, ha anche provato a telefonare al numero di soccorso ma il consorte, un marocchino di 29 anni con alcuni precedenti per spaccio, le ha lanciato il cellulare fuori dalla finestra. Alla fine però sono arrivati sul posto la polizia e i sanitari del 118.
Gli agenti hanno arrestato il 29enne, peraltro irregolare in Italia fino al matrimonio, mentre i sanitari hanno trasportato la donna al Policlinico per ferite non gravi: ne avrà per dieci giorni. Diverse volte la 45enne aveva sporto denuncia contro il 29enne, con cui si era sposata circa un anno fa, e non era la prima volta che doveva ricorrere alle cure ospedaliere in seguito ai pestaggi. I due si conoscono da cinque anni.

UDINE – «Sei brutta e vecchia. Ti ho sposato solo per poter stare in Italia».
È quanto avrebbe detto un cittadino marocchino di 30 anni alla compagna, una donna friulana di otto anni più grande, sposata l’anno scorso in Marocco con rito musulmano, al culmine di una furibonda lite scoppiata la notte tra il 25 e il 26 febbraio scorso, in un paese dell’Alto Friuli dove la coppia risiede.
Una lite sfociata in una violenta aggressione alla donna, presa a schiaffi e pugni, finita in pronto soccorso con il naso rotto e diverse contusioni.
A scatenarla pare sia stato l’orario tardo di rientro a casa della donna, uscita la sera con alcune amiche. L’uomo è finito in manette, arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e lesioni, nonostante la compagna abbia deciso di non denunciarlo. Era stata lei, la mattina dopo, a chiamare il 112 per chiedere informazioni su un centro antiviolenza, ma quando i militari le avevano chiesto spiegazioni su quanto accaduto aveva preferito riagganciare.
Risaliti all’abitazione, i militari hanno trovato la casa a soqquadro, con la tv rotta, vetri a terra e sangue dappertutto.
La Procura di Udine, che procede d’ufficio, ha chiesto per l’uomo la custodia in carcere. L’uomo è comparso oggi davanti al Gip nell’udienza di convalida dell’arresto e si è difeso addossando le colpe di quanto è successo alla compagna: «È stata lei ad aggredirmi. Le ho solo dato uno schiaffo per difendermi», la sua versione. La decisione del giudice è attesa per domani.
Massacrata dal marito perché voleva lasciarlo: “Mi picchia da anni”
GENOVA – L’ha massacrata di botte e colpita con calci e pugni al volto. Lei, una sudamericana di 32 anni, ha pagato così la decisione di lasciare il marito, che da quattro anni la sottopone a violenze e soprusi.
Un vero incubo culminato ieri, quando gli agenti sono intervenuti per soccorrerla dopo la segnalazione di alcuni passanti in una via del ponente genovese. La donna ha raccontato che l’uomo, un marocchino di 24 anni, la picchava e maltrattava spesso, segregandola anche in casa per gelosia.
Violenze che non aveva mai avuto il coraggio di denunciare per paura di ritorsioni. La polizia ha arrestato l’aggressore, che dovrà ora rispondere di maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni. Le ferite riportate dalla donna, ricoverata al Villa Scassi, sono guaribili in un mese.

Isis: genitori scellerati! Insegniamo ai bambini a sgozzare e torturare…

Il bimbo non ha più di 4-5 anni. Ha una tunica bianca e ha il volto coperto con lo stesso fazzoletto nero dei tagliagola dell’Isis. Nella mano destra impugna un coltello col manico giallo, nella mano sinistra un bambolotto. Il bambino pronuncia frasi di incitamento alla jihad, si inginocchia, poggia il pupazzo a terra, gli blocca la testa e affonda la lama nel collo. Fino a staccargli la testa. Dopo l’esecuzione, il piccolo esulta, mentre (fuori dall’inquadratura) voci di adulti urlano Allah akbar!
La sequenza-choc che abbiamo tratto dal sito ilradar.com si candida a diventare la «videoguida» del «gioco» più assurdo che possa finire nelle mani di un baby figlio della guerra santa: una sorta di «cicciobello della jihah» all’interno di una confezione-regalo con tanto di «coltello allegato». Un «dono» che nei paesi islamici più oltranzisti pare stia diventando un must «ludico», così come far assistere i bambini alle crocefissioni, come denunciato di recente da un rapporto dell’Onu.
Nel caso del pupazzo per «giovani tagliagola» ci troviamo dinanzi a un ulteriore degenerazione del modo criminale di «educare» i bambini alla fede Isis e all’eliminazione degli «infedeli» che tentano di opporsi. C’è chi teme che questi macabri oggetti possano arrivare anche in Europa ed essere distribuiti provocatoriamente da personaggi senza scrupoli
Ma se questa è un’operazione propagandistica ancora dai contorni indefiniti, bello e pronto è invece il videogame action -politico pro Stato islamico che l’Isis ha pubblicato online: un trailer di 3 minuti ispirato al celebre videogame Grand Theft Auto , che nel 2004 fu acquistato da quasi 30 milioni di clienti. Nel video, intitolato Salil al-Sawarem , si vedono miliziani all’attacco, assalti a convogli. «Serve ad addestrare i bambini», scrive al Arabiya citando fonti Isis.
«È ironico che utilizzino giochi occidentali», commenta Mufaddal Fakhruddin, del settore Medio Oriente di Ign, una tra le più popolari piattaforme per videogiochi, basata in Usa. «Il trailer – spiega l’esperto – è chiaramente rivolto a un’ audience di giovani che potrebbero essere attratti da una violenza facile e senza conseguenze. Quello che temo sono le terribili conseguenze che questo videogame potrebbe causare».

giochi educativi

giochi educativi

Ma la fase di indottrinamento fanatico per kamikaze e tagliagola in età scolare non passa solo attraverso strumenti virtuali ma segue la pista anche dei più «tradizionali» campus di addestramento. A Gaza i «corsisti» (c’è chi parla di oltre 100mila iscritti ndr) devono avere – da regolamento – più di 8 anni, ma per i più «vogliosi» e «dotati» può chiudere un occhio anche se hanno un’età inferiore. Un modello di «preparazione all’Intifada» che pare sia imitato anche dalla controparte in guerra, vale a dire lo stato israeliano.

giochi educativi

ora di religione

Ci si addestra tre ore al giorno per sette giorni alla settimana. A fare da istruttori ci pensano i membri delle brigate Ezzedin Al Qassam, considerate un’organizzazione terroristica da Unione Europea e Stati Uniti, così come la stessa Hamas. L’iniziativa, secondo Haniyeh, è «pensata per insegnare i valori e la forza morale insiti nello spirito della jihad».
Gli organizzatori sono orgogliosi della loro iniziativa e invitano ad assistere ai «giochi» giornalisti di tutto il mondo. Una dimostrazione di forza o di debolezza? Sicuramente di arrogante incoscienza..

Piccoli mostri crescono: educhiamoli ad uccidere

Il bimbo non ha più di 4-5 anni. Ha una tunica bianca e ha il volto coperto con lo stesso fazzoletto nero dei tagliagola dell’Isis. Nella mano destra impugna un coltello col manico giallo, nella mano sinistra un bambolotto. Il bambino pronuncia frasi di incitamento alla jihad, si inginocchia, poggia il

giochi educativi

giochi educativi

pupazzo a terra, gli blocca la testa e affonda la lama nel collo. Fino a staccargli la testa. Dopo l’esecuzione, il piccolo esulta, mentre (fuori dall’inquadratura) voci di adulti urlano Allah akbar!
La sequenza-choc che abbiamo tratto dal sito ilradar.com si candida a diventare la «videoguida» del «gioco» più assurdo che possa finire nelle mani di un baby figlio della guerra santa: una sorta di «cicciobello della jihah» all’interno di una confezione-regalo con tanto di «coltello allegato». Un «dono» che nei paesi islamici più oltranzisti pare stia diventando un must «ludico», così come far assistere i bambini alle crocefissioni, come denunciato di recente da un rapporto dell’Onu.
Nel caso del pupazzo per «giovani tagliagola» ci troviamo dinanzi a un ulteriore degenerazione del

momento di gioco

momento di gioco

modo criminale di «educare» i bambini alla fede Isis e all’eliminazione degli «infedeli» che tentano di opporsi. C’è chi teme che questi macabri oggetti possano arrivare anche in Europa ed essere distribuiti provocatoriamente da personaggi senza scrupoli
Ma se questa è un’operazione propagandistica ancora dai contorni indefiniti, bello e pronto è invece il videogame action -politico pro Stato islamico che l’Isis ha pubblicato online: un trailer di 3 minuti ispirato al celebre videogame Grand Theft Auto , che nel 2004 fu acquistato da quasi 30 milioni di clienti. Nel video, intitolato Salil al-Sawarem , si vedono miliziani all’attacco, assalti a convogli. «Serve ad addestrare i bambini», scrive al Arabiya citando fonti Isis.
«È ironico che utilizzino giochi occidentali», commenta Mufaddal Fakhruddin, del settore Medio Oriente di Ign, una tra le più popolari piattaforme per videogiochi, basata in Usa. «Il trailer – spiega l’esperto – è chiaramente rivolto a un’ audience di giovani che potrebbero essere attratti da una violenza facile e senza conseguenze. Quello che temo sono le terribili conseguenze che questo videogame potrebbe causare».
Ma la fase di indottrinamento fanatico per kamikaze e tagliagola in età scolare non passa solo attraverso strumenti virtuali ma segue la pista anche dei più «tradizionali» campus di addestramento. A Gaza i «corsisti» (c’è chi parla di oltre 100mila iscritti ndr) devono avere – da regolamento – più di 8 anni, ma per i più «vogliosi» e «dotati» può chiudere un occhio anche se hanno un’età inferiore. Un modello di «preparazione all’Intifada» che pare sia imitato anche dalla controparte in guerra, vale a dire lo stato israeliano.
Ci si addestra tre ore al giorno per sette giorni alla settimana. A fare da istruttori ci pensano i membri delle brigate Ezzedin Al Qassam, considerate un’organizzazione terroristica da Unione Europea e Stati Uniti, così come la stessa Hamas. L’iniziativa, secondo Haniyeh, è «pensata per insegnare i valori e la forza morale insiti nello spirito della jihad».

infanzia negata

infanzia negata

Gli organizzatori sono orgogliosi della loro iniziativa e invitano ad assistere ai «giochi» giornalisti di tutto il mondo. Una dimostrazione di forza o di debolezza? Sicuramente di arrogante incoscienza..

Massacrata perchè vestiva come le italiane…

vestiva all'occidentale

vestiva all’occidentale

Modena:  pugni che le hanno rotto il setto nasale le hanno fatto forse meno male dell’umiliazione delle botte del padre in pubblico. È l’ennesima storia di violenza familiare e di islam intollerante quella che arriva da Modena. Una giovane marocchina è stata picchiata selvaggiamente dal padre perché non portava il velo e si rifiutava di sposare l’uomo che lui aveva imposto.
Succede nel cuore dell’Emilia che si vanta di essere esempio di integrazione. In una Modena dove questo è soltanto l’ultimo episodio di una scia inquietante e un campanello d’allarme per chi pensa che l’integrazione si faccia con le feste multiculturali e le chiacchiere del politicamente corretto.
La giovane da poco maggiorenne finalmente poteva sentirsi libera. Libera dalla comunità nella quale i servizi sociali del suo comune, Brescello, l’avevano portata dopo che il padre, nel 2005 e nel 2008, le aveva usato violenza perché si era rifiutata di portare il velo a scuola e si era preso due denunce per abuso di metodi di correzione e maltrattamenti. Ma soprattutto libera da quel genitore così ciecamente attaccato alle prescrizioni della sua fede.

vestiva all'occidentale

vestiva all’occidentale

Giovedì era a Modena al centro commerciale Grand’Emilia. Cercava una boutique, come fanno le ragazze, come fanno le sue amiche: felice di comprarsi un vestito che le piacesse, un pezzo di libertà, sognando un amore scelto da lei. Ma il papà era in agguato. L’operaio 54enne le sferra calci e pugni, poi una ginocchiata arriva al volto e le rompe il setto nasale. Massacrata perchè vestiva come le italiane…

Qualcuno cerca di fermare la furia, qualcun altro chiama la polizia mentre l’arrivo dei vigilantes lo fa scappare. All’ospedale la giovane racconta la terribile verità. «Quell’uomo è mio padre», singhiozza con vergogna e paura.Scatta una denuncia per lesioni aggravate.
Il ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi ha espresso solidarietà alla ragazza ricordando che «le tradizioni sono importanti ma non possono mai essere imposte in violazione della legge e con la violenza».
Non parla di tradizioni invece, ma di «inaccettabile ideologia integralista islamica diffusa nella società» la vicepresidente dei deputati Pdl, la modenese Isabella Bertolini che ha presentato un’interrogazione auspicando che queste persone vengano «cacciate dall’Italia» e ricordato che «emerge la realtà di un radicalismo islamico che non è conseguenza, come vorrebbero i fautori del multiculturalismo, di emarginazione sociale, ma che trova terreno fertile tra persone apparentemente integrate». Quel che è certo è che la lista delle donne di fede islamica vittime dei loro familiari, padri o mariti, si sta allargando fino a diventare il catalogo di un genere letterario ormai imbarazzante, ma nel quale le tante associazioni islamiche presenti sul territorio non hanno mai voluto scrivere, senza se e senza ma, il capitolo della condanna: da Rachida Radi, uccisa nel reggiano a martellate perché si stava convertendo al cattolicesimo, a Hina Saleem a Brescia e Sanaa Dafani a Pordenone. L’uomo ora sarà processato, ma ciò che più inquieta è che nonostante i precedenti episodi nessuno abbia posto un freno ad una violenza che era già esplosa ampiamente prima di giovedì. E che potrebbe riesplodere tra le mura domestiche di quella casa dove sono rimaste le due sorelle della diciottenne.

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